La presenza dell’artista
Il primo giugno 2026 è uscito il numero 12 di Articoli Liberi e dentro, da pagina 8 a pagina 21, ci sono anch’io. O meglio, c’è Lucio: il mio primo personaggio maschile, nella mia prima storia perturbante.
La cominciai nell’autunno del 2024, poco prima di una bellissima masterclass sulla paura condotta da Giulia Ciarapica e dalla quale ricevetti dei consigli che sciolsero parecchi nodi sulla progettazione di questo racconto. La ringrazierò sempre per la disponibilità, le dritte lucide e l’infinita gentilezza.
Dopo aver scritto la prima pagina, però, mio padre si ammalò e Lucio rimase sospeso tra il bianco e il nero. Un po’ come me, che vagavo tra i corridoi di casa e del reparto di oncologia.
Ho ricominciato a scrivere solo perché so che mio padre continua a essere il mio fan numero uno, nonostante non sia più accanto a me fisicamente. So che vorrebbe continuare a leggere le mie storie.
Sa che non sono una che si arrende.
Allora ho preso Lucio e l’ho rimesso sulla sua strada. Ho deciso il suo destino, costruendolo una parola alla volta. Poi, @franco.malanima se n’è preso cura: ha editato il testo e gli ha dato una casa.
Ma chi è Lucio? Cosa gli succede? E, soprattutto, cosa lo turba?
Lucio è un pittore veronese che vive chiuso nel suo studio, circondato da tele, ritratti e ombre. Quando un gallerista gli propone una mostra personale alla Galleria Exuvia, Lucio accetta una sfida impossibile: dieci giorni per dipingere dieci tele. Ma più l’inaugurazione si avvicina, più il confine tra arte e ossessione comincia a cedere. I volti dipinti sembrano osservarlo, le voci del passato tornano a giudicarlo, il bianco della galleria diventa una minaccia. E quando capirà che nei suoi quadri manca ancora una presenza, dovrà decidere fino a che punto è disposto a entrare davvero nella propria opera...
Non vi svelo altro, ovviamente. La risposta alla domanda drammaturgica che in questo momento zampetta nella vostra mente la troverete soltanto leggendo il racconto completo.
